
Appello selvaggio delle donne in vista della festa delle donne:
Che nessuno mi venga a dire che è una festa banale, inflazionata, commerciale, retorica. Che nessuno pronunci frasi come "Ma la festa delle donne è tutti i giorni!" Io, se permettete, visto che chino il capo di fronte all'obbligo di festeggiare ricorrenze che sono clamorose boiate e per le quali si ferma tutto il paese (vedi ognissanti), pretendo di festeggiare l'8 marzo, per cui tutti gli uomini che mi gravitano intorno vedano, alla mia apparizione, di sperticarsi in auguri e lodi infinite che rasentino il rito sciamanico. Insomma, che gli uomini e
- il primo più che un consiglio è proprio un avvertimento dal tono volutamente intimidatorio. Se avete intenzione di sorprendere con una botta di originalità la vostra compagna regalandole la classica mimosa , evitate di ridurvi ad acquistarla dal pakistano all'ultimo semaforo prima del vostro isolato alle otto di sera, che quel tipo di mimosa lì è in grado di riconoscerla pure Bocelli al calar del sole: è infatti inevitabilmente spelacchiata come un cane randagio all'ultimo stadio di rogna, il caratteristico colore giallo-limone dei fiori è virato verso una tonalità giallo-acido gastrico, perde copiosamente quelle antipatiche foglioline che si insinuano in tutti gli angoli della casa, emana un puzzo che blocca immediatamente le vie respiratorie peggio del gas nervino, è sempre confezionata con quella carta argentata che è poi la stessa avanzata dalle festività natalizie con cui i pakistani incartavano il vischio. Anni fa un mio fidanzato si presentò l 'otto marzo del 1999 con un bouquet di bacche e pungitopo con la scritta sulla plastica: "Buon Natale e buon 1995!" . Lo costrinsi ad ingerire le bacche velenose una ad una intonando "Siamo donne oltre alle gambe c'è di più". Non di rado accade che all'apertura dell'involucro di plastica che contiene il bouquet, la mimosa , essendo sottovuoto da tempo immemore, si polverizzi all'istante come le ghirlande d'ulivo sulla mummia di Tutakhamon all'apertura della tomba. (si mormora anche che alla stregua della famosa maledizione dei faraoni, le povere donne che profanano il giusto riposo della mimosa, vengano colpite dalla "famosa maledizione della mimosa funesta" che provoca menopausa fulminante e irreversibile).
- In secondo luogo, uomini, ricordatevi, almeno per un giorno, quanto siete fortunati voi a non convivere con i mille problemi estetici che ci assillano. Dovete ricordare che noi resistiamo stoicamente agli attacchi incrociati e terroristici di salutisti, dietologi ed estetiste che spesso e volentieri se ne escono con certezze granitiche e rassicuranti del tipo: "il seno perfetto entra in una coppa di champagne". Ora , per svariate donne è frustrante scoprire che a loro entra nel bicchierino da vodka (a una mia amica perfino in una fialetta de "Il piccolo chimico") e ad altre non basta a contenerlo manco il barile di quercia in cui invecchiano il wisky. Oppure: "Per sapere se il vostro seno sta ancora su, provate a mettere una matita in orizzontale sotto il seno. Se la matita cade è ancora tonico, se invece il seno la trattiene vuol dire che è rilassato!" Conosco donne cadute in depressione dopo aver scoperto che a loro non solo non cadeva la matita, ma neanche tutto l'astuccio pieghevole Giotto 78 colori (compreso quello della tinta di Biscardi). Ci fanno una testa così sul fatto che tratteniamo liquidi manco fossimo cammelli, sul fatto che abbiamo bisogno di creme che ci riattivino la circolazione che una a quel punto si dà due botte col defibrillatore e fa prima, sul fatto che abbiamo bisogno di creme al collagene per MINIMIZZARE i segni dell'invecchiamento come se non fosse palese che l'unico vero efficace economico metodo per MINIMIZZARE veramente la questione è pronunciare un benefico e liberatorio "E sti cazzi delle rughe!" E quando le idee tradizionali per imbambolarci sono terminate cominciano a proporci trattamenti estetici dal sapore new age tipo cromoterapia, aromaterapia, massaggi con musiche che riproducono suoni della natura che la vicina mia di casa alla seconda seduta in mezzo al frullare dei passeri è stata presa dall'angoscia e ha chiesto di aprire la finestra e di farle il massaggio coi suoni della tangenziale romana che sono un misto di clacson, sgommate e mortacci tua che per lei ormai giustamente so' più familiari . E poi la medicina orientale che disorienta soprattutto mio padre le cui nozioni mediche sono al massimo : "Fatte una bella sudata che te passa tutto!" e "Fatti una spremuta!". ( poi c'è mia madre che invece fa la classica diagnosi che porta una sfiga pazzesca e che di solito è pronunciata in questi termini molto tecnici e scientifici: "Oggi ho incontrato Luigi per strada, mmmmmmmmh sarà, ma c'ha una faccia che non mi piace per niente!" In famiglia abbiamo calcolato che in media, dopo la diagnosi di mia madre, si ha un'aspettativa di vita di massimo un mese.) Insomma, con questa medicina orientale mio padre è talmente confuso che l'altro giorno doveva farsi fare l'orlo ai pantaloni e l'ha portati dall'agopunturista. E infine vogliamo parlare di quali modelli estetici ci propinano dalla mattina alla sera? Cioè, vi rendete conto? Ci fanno vedere gli effetti del wonderbra sulla Sklenarikova !!! Fammeli vedere su mia suocera, poi te lo dico io se funziona!!!!!!! E le creme anticellulite chi me le pubblicizza? Vittoria Belvedere, che è una tizia col peso specifico di una piuma di gallina , che se lei ha la cellulite, la donna media non ha la buccia d'arancia ma la proprio la corteccia dell'albero d'arancio. E quell'altra ,
BUON OTTO MARZO A TUTTE LE DONNE.








